Nell’antichità l’epilessia veniva considerata una sorta di “malattia sacra”, poiché si pensava che questo disturbo avesse un’origine divina. Attualmente, invece, e da molti anni a questa parte, viene vista con sospetto e pregiudizio dalla collettività, cioè solo come una malattia mentale e psichica. In realtà la patologia epilettica è un disturbo neurologica dovuta a disfunzioni fisiologiche del cervello, che interessa ad oggi mezzo milione di italiani, con oltre 30 mila casi nuovi ogni anno. Fortunatamente la maggior parte degli epilettici riesce a vivere oggi in condizioni normali.
E’ stata svolta recentemente un’indagine per conto della Lega Italiana contro l’epilessia (Lice), condotta per via telefonica, che ha coinvolto circa 1600 persone, per evidenziare il mutamento della percezione sociale dell’epilessia nell’arco degli anni. Si è evidenziato che purtroppo c’è ancora molta ignoranza in merito, ma rispetto al passato molta più gente conosce la malattia, anche se si tratta di conoscenze generiche e poco corrette. Tanti pensano che si tratti di una malattia molto rara, con scarse possibilità di cura. Bisogna dire che esistono molte forme di epilessia, alcune meno gravi, altre più difficili da curare e tenere sotto controllo e possono essere dovute a fattori genetici, ereditari, oppure verificarsi dopo traumi cranici, tumori o infezioni cerebrali. Negli ultimi decenni sono stati fatti ei notevoli passi avanti grazie a dei farmaci con scarsi effetti collaterali. La terapia preferenziale resta quella con gli antiepilettici, che tengono sotto controllo soprattutto le crisi: questa terapia garantisce una vita normale all’80%, senza però sconfiggerne le cause principali. Ma nonostante questi passi in avanti, il paziente epilettico tende a nascondere la propria malattia, in modo da evitare pregiudizi comuni e diffusi. Inoltre gli individui epilettici tendono a non praticare sport, anche se si potrebbe tranquillamente invece. Gli aspetti da tenere in considerazione stanno nell’aumento dell’assistenza agli epilettici, garantita da numerosi centri presenti in tutte le regioni d’Italia.






