Lo zafferano è una pianta appartenente alla famiglia delle Iridacee ed il suo nomo botanico è Crocus sativus. E' una pianta erbacea, la cui parte ipogea è costituita da un bulbo. La parte epigea è invece costituita da fiori e foglie e a maturità diventa alta fino a 15-25 cm. I fiori sono la parte più interessante: sono di colore violaceo, a forma di tubo allungato, con tre stami e tre stimmi, che andranno poi a costituite sia la droga che la parte edule. Lo zafferano è una pianta originaria delle zone arabe, ma adesso è coltivata in tutta la zona mediterranea; in Italia è dissufa soprattutto in Abruzzo e in Sardegna. Il frutto è una cassula. I fiori vengono generalmente raccolti al mattino presto, quando sono ancora chiusi, per evitare la dispersione dei principi attivi. La droga è rappresentata, quindi, da una massa di filamenti flessibili, rossi i più grandi e gialli i più piccoli, elastici e untuosi al tatto. Hanno odore caratteristico e sapore aromatico ed amaro.Contiene soprattutto crocina e picocrocina, due glicosidi, responsabili dell'odore; carotenoidi; vitamine e olio essenziale.
Lo zafferano è molto utilizzato sia in fitoterapia, sia in ambito culinario, come spezia. Nelle preparazioni galeniche viene utilizzato come colorante e correttivo e per le sue proprietà eupeptiche. Va anche bene come stimolante dell'appetito, contro l'alitosi e nella cura delle irritazioni gengivali. Per quanto riguarda l'ambito culinario, viene utilizzato sia per il suo caratteristico sapore, sia per colorare molti piatti. Spesso però risulta essere sofisticato col cartamo o zafferanone, i cui fiori hanno lo stesso colore, ma non lo stesso aroma.





