Abbiamo visto nello scorso articolo come e quando raccogliere le erbe officinali, oggi ci occupiamo di come essiccare e conservare quello che hai raccolto per sfruttarne le proprietà officinali quando se ne presenta la necessità.
Ci sono erbe che vanno utilizzate fresche, altre, e sono la maggior parte, che vanno invece essiccate al più presto, possibilmente appena dopo la raccolta.
Ma come si essiccano le droghe?
Le radici e le parti sotterranee vanno essiccate al sole, dopo averle tagliate a rotelle e infilati in lunghe collane, con l'ausilio di uno spago. Dopo l'essiccazione, spesso occorre procedere alla contusione che serve per polverizzarle e rendere più agevole l'utilizzo: utilizza un mortaio.
Foglie, fiori e altre parti aeree della pianta, invece, vanno essiccate all'ombra, in un luogo asciutto e ben ventilato: se avete un terrazzo all'ombra e che non dà su una strada trafficata e quindi inquinata sei a cavallo! Metti le erbe raccolte fra due fogli di giornale di quotidiano: aiuta ad assorbire l'umidità e allontana eventuali insetti e parassiti. Rivoltale e smuovile di tanto in tanto e completa il procedimento quando la droga si spezzetta fra le mani.
Per la conservazione, in genere, si utilizzano sacchetti di carta o tela o vasi di vetro o ceramica: i sacchetti sono più indicati ad esempio per i fiori come la malva, la camomilla, per foglie come la betulla, l'edera ecc. I vasi si addicono meglio a radici, bulbi o per foglie come la melissa.
Il prodotto di essiccazione è pronto ora per decotti, infusi, tinture e quant'altro: meglio, però, non utilizzarle dopo un anno dalla raccolta.
In genere gli infusi si addicono più a quelle droghe più vulnerabili, i cui principi attivi non resisterebbero alla bollitura. Con i decotti sfrutteremo semi, radici ma anche alcuni tipi di foglie.
Buon utilizzo!






